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Il Franchising dopo l’impatto del Covid: si riparte da nuovi modelli di business

L'intervista fa parte del report "The New Normal: Thinking Ahead"

Nuovo appuntamento per la nostra Community con il Report "The New Normal: Thinking Ahead", una raccolta di contenuti dedicati all'evoluzione di singoli settori del Retail (GDO, Ristorazione, Fashion, Elettronica, Beauty e molti altri).

Foto del profilo di Alessandro Ravecca

 

Alessandro Ravecca
Presidente e fondatore CIBIAMOGROUP
Presidente Nazionale presso Federfranchising Italia

 

 

Dal 1992 è socio fondatore e Presidente di Cibiamogroup, società che si occupa della creazione e gestione sia diretta che in franchising di format di ristorazione veloce e di qualità con i marchi cibiamo, La bottega del Caffè, Virgin Active Café e Mondadori Café. La rete Cibiamogroup conta oggi oltre 100 punti vendita in Italia e 1 punto vendita in Francia. Da novembre 2016 riveste la carica di Presidente di Federfranchising ITALIA. Attualmente è, inoltre, Presidente provinciale di Confesercenti e CESCOT di La Spezia.

 

  • Passata la fase di emergenza c’è qualcosa che avete imparato, da questo anno certamente traumatico per tutti, e che metterete in atto nel futuro?

L’impatto del Covidsul settore del franchising è stato sicuramente molto forte. I comparti food e il retail – fin dall’inizio dell’emergenza hanno subito importanti perdite in termini di fatturato (con picchi in alcune zone anche del 90%).

L’appartenenza ad una catena e ad un gruppo forte – ha sicuramente facilitato gli operatori nella delicata fase di ripresa delle attività, grazie al supporto, agli investimenti ed alle competenze messe in campo dalla casa madre. Alcune realtà, infatti, stimolate da questa forte crisi, sono riuscite a ripensare in poco tempo il proprio business e ad ottenere ottime performance grazie alla multicanalità e all’introduzione di nuovi servizi. L’emergenza Covid in alcuni casi ha fatto da acceleratore, favorendo pratiche migliorative che tenderanno ad essere assorbite nelle routine aziendali anche in futuro, come l’introduzione massiva dello smart working, la semplificazione e digitalizzazione di numerose procedure (dai pagamenti alla formazione).

Per quanto riguarda il nostro caso specifico, a seguito di questa emergenza, possiamo dire di essere stati penalizzati da una presenza fortemente concentrata su centri commerciali e travel e che in futuro tenderemo a valutare una maggiore diversificazione tra diversi canali nella selezione delle location.

 

  • Il 2019 è stato un anno positivo per il settore, ma ovviamente quest’anno la pandemia sta segnando una forte discontinuità con il passato: quali possono essere 3 azioni per ripartire nel settore franchising nei prossimi mesi?

Come Federfranchising stiamo lavorando su 3 principali punti:

  1.  Definizione di una piattaforma virtuale qualificata, dedicata al b2b, per favorire l’incontro tra domanda e offerta. Migliorando e ottimizzando la targetizzazione dei potenziali franchisee con azioni mirate.
  2. Accordi più veloci e smart per il settore credito alle imprese
  3. Formazione manageriale di alto livello con percorsi specializzati sul franchising - grazie anche ad un accordo appena concluso tra Federfranchising e il CRIET, Centro Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio, istituito dalle Università Milano Bicocca, Ferrara e Pavia e che riunisce 9 prestigiose Università Italiane.

 

  • Nel 2019 la crescita complessiva del fatturato franchising è stata dovuta soprattutto a settori come la ristorazione e il commercio specializzato: quest’anno quale strada per la rinascita e i piani di Cibiamo?

Cibiamo aveva chiuso il 2019 con 48 milioni di ricavi tra rete diretta e affiliati franchising. Si prosegue un importante processo di ristrutturazione, che prevederà l’incremento dei punti vendita a gestione diretta e un forte restyling delle unità che presentano l’immagine più datata. Al momento il piano si concentra su:

  1. Diversificazione dei canali, lavorando sulla selezione delle location in cui aprire i punti vendita futuri
  2. Integrazione dei servizi, moltiplicando i touch point
  3. Digitalizzazione dell’esperienza di acquisto: metodi di pagamento, menù, ordini
  4. Nuovi spazi, studiando il layout in modo da garantire una maggiore sicurezza e migliorare la fruibilità dei servizi