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Cosa vuol dire per Pescaria essere sostenibili?

Abbiamo incontrato Domingo Iudice Co - Founder & Marketing Director di Pescaria


Domingo Iudice
Co - Founder & Marketing Director di Pescaria
interverrà al prossimo Forum Retail nella sessione 
Packaging alternativi: Sostenibilità e plastic-free (Invitation Only for CEO)

 

 

Come nasce l’idea di Pescaria?
Pescaria è la storia di un’idea semplice, nata tra amici durante una sagra di paese: Domingo Iudice, con la sua agenzia di marketing Brainpull, Bartolo L’Abbate, titolare di una delle pescherie più famose di Polignano a Mare e Lucio Mele, che è diventato lo chef di Pescaria. L’intenzione era quella di aprire un fish bar, con particolare attenzione alle materie prime e con una comunicazione innovativa. Ne è nato un modo completamente nuovo di mangiare (e comunicare) il pesce alla pugliese, crudo e cotto. Oggi Pescaria è un format fast casual, un locale senza fronzoli, alla mano, una formula adatta ad ogni momento della giornata e accessibile per tanti.


Quali sono i valori che contraddistinguono il vostro concept dalle imitazioni?
Qualità, freschezza, sostenibilità, autenticità e soprattutto innovazione: Pescaria è in grado di garantire la freschezza della materia prima con una gestione “on-time” anche su larga distribuzione, puntando sulla qualità - che è sì ripetibile ma unica - del prodotto finale e sulla natura innovativa del servizio. Quella di Pescaria è un’esperienza di gusto a 360 gradi basata interamente su un nuovo modo di mangiare il pesce: rapida, informale, creativa e di qualità. Siamo attenti alla sostenibilità, a qualunque costo: a dicembre 2018 abbiamo scelto di abbandonare la plastica monouso negli store togliendo budget alle attività di marketing. Il risultato, a fronte di una spesa importante, è un risparmio di circa 5-7 tonnellate di plastica al mese per punto vendita.

Cosa vuol dire per Pescaria essere sostenibili?
Avere un impatto positivo sul territorio, sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista sociale. Oggi Pescaria usa materiale in PLA – completamente compostabile - al posto della plastica monouso, e ha ottenuto la certificazione Friend of the Sea che prevede la promozione di buone pratiche di consumo sostenibile del prodotto ittico. Pescaria è stato il primo fast food in Italia ad abbandonare del tutto la plastica, perché essere sostenibili per noi – che viviamo accanto al mare - è l’unica via possibile. E non potevamo accontentarci di una via di mezzo.

Quali le azioni per promuovere questi valori?
Si può parlare di una democratizzazione del prodotto: per quanto insolito e creativo, ciò che Pescaria offre è accessibile a tutti. Quasi tutte le attività offline sono invece iniziative a livello sociale: anzitutto va detto che oggi tra uffici e punti vendita, Pescaria dà lavoro stabilmente a circa 80 persone. E c’è anche da citare «Cucinare per Ricominciare», progetto di formazione professionale, accoglienza, inclusione sociale e lavorativa pensato per i migranti, premiato a Marzo 2019 dall’Agenzia ONU per i Rifugiati – UNHCR e dalla Fondazione Robert F. Kennedy Human Rights Italia. Ma ancora molto è in programma e non escludiamo di poter un giorno toccare temi più delicati: non puoi vivere e promuovere un territorio se non fai la tua parte.

Come si riesce a replicare un layout vincente in diverse zone d’Italia?
Riorganizziamo continuamente il menu con prodotti stagionali e piatti speciali basati sui prodotti più freschi e sul pescato più sostenibile, che associamo a influenze social (trend topic e real marketing) con la voglia di stupire come il primo giorno. È un processo impegnativo, ma è anche il nostro punto di forza. A funzionare è la formula: con un sistema di numerazione delle comande rintracciamo le persone a cui consegnare il prodotto. In cucina, poi, ognuno ha un suo ruolo definito con postazioni precise. Il nostro team è versatile e preparato a una gestione flessibile dei processi, dal riordino dei magazzini fino alla fase finale della consumazione.


Quali sono gli ingredienti vincenti?
Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione tra due esperti del settore, rispettivamente nel food e nel marketing. Soprattutto per questo Pescaria è riuscita – e riesce oggi – a distribuire e produrre un servizio di qualità vicinissimo alle esigenze di ogni cliente: il nostro servizio consumatori risponde e ricontatta in pochissimo tempo ai clienti su canali diretti (Facebook, TripAdvisor, Instagram) e molti dei nostri piatti – bevande incluse – sono disponibili anche per chi ha intolleranze alimentari. La formula è semplice, fast casual: entri da Pescaria, ordini il piatto al banco, paghi in cassa, ti viene dato un numero e poco dopo si riceve l’ordine. I nostri runner – camerieri gridano (letteralmente) il numero di prenotazione: è un modo per ricordare dove nasce Pescaria, a Polignano, in un paesino di mare abitato da moltissimi pescatori. Abbiamo voglia di stupire ogni giorno, coinvolgendo ogni singolo cliente e rendendolo protagonista centrale dell’esperienza.